Che strana creatura l'essere umano:
brancola nel buio con espressione intelligente.
Kodo Sawaki Roshi
La storia del pianeta Terra.
secondo il comico Brignano
Una cosa è l’evoluzione un’altra l’evoluzionismo.
L’evoluzione, nel senso di un antenato comune, potrebbe essere vera. Invece, l’evoluzionismo, inteso come processo di mutazioni casuali, al di fuori di un disegno intelligente, risulta improbabile...
Che la vita sia comparsa per una serie di occasioni fortunate è lo stesso che pensare che dall’esplosione di una tipografia si formi un dizionario di ventimila voci. Ed un semplice organismo unicellulare possiede molte più informazioni di un dizionario. Non parliamo poi del cervello umano. Anche se l'evoluzione è ormai una teoria comunemente accettata, diversi esperimenti e osservazioni scientifiche confermano la validità della teoria quando si analizzano micro evoluzioni. Tutto però cambia quando si cerca di spiegare l'origine umana in termini evolutivi.... sono ancora oggi molti i punti che non tornano e le incongruenze.
Già con i primati e al più tardi con gli ominidi
qualcosa deve essere andato male.
Gli Evoluzionisti basano la loro teoria partendo dal fatto che il 98% del corredo genetico delle scimmie e dell’uomo sono simili. Da questa osservazione passano, come se si trattasse di una conseguenza logica, al presupposto che la Riduzione Cromosomica sia un dato di fatto. Pensano che l’uomo e la scimmia derivino da un antenato comune perché in tempi remoti uno o più individui sarebbero passati, in modo casuale, dai 48 cromosomi oggi presenti nel genoma delle scimmie ai 47 e poi dai 47 ai 46 dell’uomo attuale per evoluzione spontanea attraverso un processo o di fusione di due cromosomi, o di perdita di un cromosoma intero. Con ciò essi, ingenuamente, considerano la Riduzione Cromosomica un problema irrilevante su cui discettare senza la minima cognizione di causa.
Ma tecnicamente, passare da 48 a 46 cromosomi e dare prole vivente e fertile è impossibile! “Statisticamente” è impossibile!
Quando varia il numero dei cromosomi dell’individuo, l'individuo stesso non nasce affatto o, se nasce, nasce gravemente malformato: nasce cioè con una Sindrome Cromosomica. E nasce con l’assoluta difficoltà a riprodursi. Ciò induce a supporre che il passaggio da un preominide all’uomo non sia potuto avvenire in natura attraverso la perdita di uno o più cromosomi, vale a dire con una Riduzione Cromosomica. L’aggiunta di un cromosoma al corredo normale è parimenti deleteria...
Diceva Agatha Christie che
"Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza,
ma tre indizi fanno una prova."
E allora ci sarebbero prove a sufficienza per raccontare alcune strane storie...
«L'uomo ha una tale passione per il sistema e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità per non vedere il vedibile, a non udire l'udibile pur di legittimare la propria logica.»
Fëdor Dostoevskij, Memorie dalla casa dei morti
Da quando esiste l’intelligenza, ogni forma di vita è impossibile.
Fernando Pessoa
E cosa ci fa un martello nella roccia di 140milioni di anni fa?
A coloro che vanno cercando una definizione della vita, vorrei proporre la seguente: «la materia quando incomincia a soffrire».
Guido Morselli, Diari (5 novembre 1966)
poca cosa se consideriamo che i nostri progenitori ancora più antichi, secondo la teoria comunemente accettata dell'evoluzione, erano rettili ('na specie de vipera primordiale di 340milioni di anni fa?)... che discendevano da anfibi ('na specie de rospo primitivo di 400 milioni di anni fa)... che discendevano da pesci ('na specie de piraña prima maniera di 500 milionie di anni fa?)... e che tutti noi vertebrati discendiamo dai cosiddetti agnati ('na specie, guarda caso, di antesignani vertebrati serpentiforme di oltre 500 milioni di anni fa). Ma n'è meglio crede alla creazione tout court? Ma po esse che derivamo da 'na specie de serpe? Mah...
"L'Omo disse a la Scimmia:
Sei brutta, dispettosa:
ma come sei ridicola!
ma quanto sei curiosa!Quann'io te vedo, rido:rido nun se sa quanto!...
La Scimmia disse: Sfido!
T'arissomijo tanto!"
Trilussa
Un uomo, una donna…
strane parole, strana follia!
Ingeborg Bachmann, Malina
Nascere è cadere nel tempo.
Maria Cvetaeva, La sibilla al bambino
[ In un angolo remoto dell’universo scintillante e diffuso attraverso infiniti sistemi solari c’era una volta un astro, su cui animali intelligenti scoprirono la conoscenza. ]
Fu il minuto più tracotante e più menzognero della “storia del mondo”: ma tutto ciò durò soltanto un minuto. Dopo pochi respiri della natura, la stella si irrigidì e gli animali intelligenti dovettero morire. – Qualcuno potrebbe inventare una favola di questo genere, ma non riuscirebbe tuttavia a illustrare sufficientemente quanto misero, spettrale, fugace, privo di scopo e arbitrario sia il comportamento dell’intelletto umano entro la natura. Vi furono eternità in cui esso non esisteva; quando per lui tutto sarà nuovamente finito, non sarà avvenuto nulla di notevole. Per quell’intelletto, difatti, non esiste una missione ulteriore che conduca al di là della vita umana. Esso piuttosto è umano, e soltanto chi lo possiede e lo produce può considerarlo tanto pateticamente, come se i cardini del mondo ruotassero su di lui. Se noi riuscissimo a intenderci con la zanzara, apprenderemmo che anch’essa nuota attraverso l’aria con questo pathos e si sente il centro – che vola – di questo mondo.
Friedrich Nietzsche, da Su verità e menzogna in senso extramorale
E se abbiamo sempre creduto l'upmo è diverso e superiore a tutte le altre forme di vita sulla Terra oramai dobbiamo umilmente accettare l'idea che abbiamo un'origine comune a tutti gli altri esseri viventi, compresi serpenti e vermi, con il nostro cugino più prossimo che si chiama scimpanzè.
In cinque occasioni, la Terra ha dovuto affrontare grandi sconvolgimenti che hanno avuto un impatto fondamentale sulla sua storia successiva. Quando scomparvero durante la quinta estinzione di massa, i dinosauri lasciarono un vuoto incommensurabile. Ma la sfortuna di uno è il guadagno di un altro, e questo vuoto ha permesso l'evoluzione dei mammiferi e degli uccelli, che oggi sono gruppi di animali altamente diversificati. Senza questa estinzione, i dinosauri avrebbero probabilmente continuato a dominare la vita sulla Terra e altri animali non avrebbero avuto l'opportunità di lasciare il segno. E se ormai è assodato che 66milioni di anni fa il nostro comune antenato era un mammifero simile ad un roditore che viveva all'ombra dei grandi dinosauri e che i primi primati comparvero 55milioni di anni fa... noi tutti, quando ci siamo separati dal parentame primate?
I nostri antenati più prossimi (i cosiddetti primati, 'na specie de scimmia primordiale) comparvero 55milioni di anni fa...
E 25 milioni di anni fa, una nuova specie emerse sulla Terra: le grandi scimmie. Tra loro, un lignaggio unico si sarebbe gradualmente evoluto e avrebbe dato origine alla specie umana. Un viaggio tra i nostri antenati, dalle loro prime avventure sulle cime degli alberi alla loro definitiva conquista del mondo. Seguiamo figure chiave dell'evoluzione come Pierolapithecus, Toumai e Homo erectus. Assistiamo alle invenzioni rivoluzionarie che hanno plasmato l'umanità: il bipedismo, gli utensili, il fuoco, il linguaggio, le emozioni e persino la consapevolezza della morte. Tra sopravvivenza, migrazione e adattamento, questa storia avvincente evidenzia le sfide che i nostri antenati hanno dovuto affrontare: sconvolgimenti climatici, predatori e persino i primi conflitti. Homo sapiens, l'ultimo erede di questo lignaggio, sarebbe infine diventato la specie dominante, plasmando il mondo come lo conosciamo oggi.
Le Teorie, le scoperte, le acquisizioni e le confutazioni in Paleontologia e in Antropologia sono all’ordine del giorno... e si sa perfettamente che il metodo evoluzionista sembra avere poco a che fare con l’ultimo gradino dell’evoluzione umana, che ha portato sulla Terra l’Adam, l’Uomo Nuovo, diverso dalle popolazioni autoctone.
Una nuova analisi su una scimmia che visse 12,5 milioni di anni fa suggerisce che si tratti di una specie di Gorilla. Significherebbe che i gorilla si evolsero molto prima degli 8-6 milioni di anni fa finora ipotizzato: le caratteristiche del teschio suggeriscono che si separò dalla linea umana circa 14 milioni di anni fa. Da questo possiamo dedurre che il ramo umano si separò da quello delle scimmie oltre 10 milioni di anni fa: quindi si sposterebbe indietro anche il tempo in cui l’Umanità di divise dalle scimmie ad oltre 2 milioni di anni prima...A conferma di queste ipotesi i resti fossili scoperti in Germania e risalenti a 11,6 milioni di anni fa mostrano braccia adatte alla sospensione sugli alberi e gambe conformate per camminare sul terreno in posizione eretta...
Life 7,8 milioni di anni fa...
Di certo una traccia umana porta fino a sette milioni di anni fa...
In Bulgaria e in Grecia sono stati ritrovati due fossili di una creatura simile alla scimmia, ma con i denti simili a quelli dell’uomo, databile a 7,2 milioni di anni fa.
Questa datazione ci permette di spostare il momento della separazione umano-scimmia nell’area del Mediterraneo. Durante quel periodo nel quale il Mar Mediterraneo passò attraverso frequenti periodi di secca, formando un ponte di terra fra l’Europa e l’Africa e consentendo alle scimmie e ai primi ominidi di passare attraverso i continenti...
Life 6,6 milioni di anni fa...
Mutazioni genetiche che in natura non possono avvenire...
un mostro genetico chiamato frumento;
il grano con cui facciamo il pane è la fusione di due genomi di due piante diverse in uno nuovo...
lo stesso discorso vale per il mais...
la patata commestibile: il genoma di un batterio che si ingloba nel genoma della patata selvatica...
l'uomo che passa da 48 a 46 cromosomi...
l'uomo che ha i capelli che crescono all'infinito, unico caso nel mondo animale...
e la pecora...
la pecora che ha i peli che crescono in continuazione, unico caso fra gli ovini...
Life 6,4 milioni di anni fa...
Sei milioni di anni fa...
il mondo dell'ardipithecus, da ominide a homo sapiens.
La presenza di varie specie umane coesistenti rende più complesso il quadro a livello scientifico con implicazioni persino religiose per chi crede nel creazionismo.
Cos'è successo nel passaggio dalla scimmia all'uomo?
bizzarri, giganti, nani, pelosi, glabri...
ne è sopravvissuto solo uno di questo serraglio stranamente familiare e ha anche rischiato di non farcela...
E dunque oltre sette milioni di anni fa comparvero gli ominidi? Ovverosia tutte le scimmie antropomorfe attuali ed estinte (esseri umani, gorilla, oranghi e scimpanzé).
Il processo evolutivo, riconosciuto e attestato, ha evidenziato che la famiglia ominide si è evoluta da una popolazione di primati che si era stanziata nella Rift Valley in Africa circa 5-6 milioni di anni fa...
Cinque milioni di anni fa... nella savana africana.
Life 4 milioni di anni fa.
Life 4,5 milioni di anni fa.
Life 4,4 milioni di anni fa.
[Lucy... la bisnonna dell'umanità] la prima femmina del genere Homo...
Da lì l'Australopithecus afarensis, una specie estinta di ominide del genere Australopithecus vissuta in Africa
La vita di 3,4 milioni di anni fa...
[Lucy, la celebre donna scimmia (Australopithecus afarensis) scoperta in Etiopia dal paleoantropologo americano Donald Johanson. Manca delle estremità inferiori, ma le ossa delle gambe e il bacino dimostrano che la stazione eretta era acquisita: gli ominidi si muovevano quasi sempre in quella posizione, non solo per alcuni tratti..]
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Ricostruzione di Lucy, la femmina di Australopithecus afarensis trovata ad Hadar, in Etiopia.
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Nel novembre 1974, nel caldo torrido della regione di Afar in Etiopia, venne alla luce uno dei ritrovamenti più significativi nella storia della paleoantropologia: il fossile di Lucy. Questo scheletro quasi completo continua a influenzare profondamente la scienza e la cultura. Chiamata così per la famosa canzone dei Beatles, "Lucy in the Sky with Diamonds", Lucy era il più antico e completo scheletro umano mai trovato fino a quel momento, cambiando per sempre il modo in cui comprendiamo l’evoluzione della nostra specie. Il fossile, noto scientificamente come AL 288-1, appartiene alla specie Australopithecus afarensis e risale a circa 3,2 milioni di anni fa. Il suo scheletro rivelò un dettaglio straordinario: pur avendo un cervello delle dimensioni di quello di uno scimpanzé, Lucy camminava eretta come gli esseri umani moderni. Questa scoperta ha confermato che la postura bipede è stata una delle prime caratteristiche a svilupparsi nel nostro processo evolutivo, precedendo di molto l’aumento della capacità cranica. A differenza di altri fossili trovati in precedenza, Lucy era straordinariamente completa. Circa il 40% dello scheletro era stato recuperato, comprendendo parti fondamentali come la mandibola, il bacino e le ossa delle gambe. Questo ha permesso ai ricercatori di ricostruire con precisione la sua statura (circa un metro di altezza) e il suo modo di camminare. Lucy è diventata un punto di riferimento anche per confrontare altre scoperte più recenti. Ogni nuovo ritrovamento viene ancora oggi messo in relazione a Lucy, a dimostrazione di quanto rimanga fondamentale nel campo della paleoantropologia. Oltre alla sua importanza scientifica, Lucy ha avuto anche un’enorme risonanza culturale. Ha viaggiato per mostre negli Stati Uniti, attirando milioni di visitatori, sebbene molti abbiano criticato il trasferimento del fragile fossile fuori dall’Etiopia. Tuttavia, questa notorietà ha contribuito a radicare Lucy nell’immaginario collettivo come simbolo dell’umanità stessa.
E se l'evoluzione umana non fosse stata lineare? Scoperte in Etiopia rivelerebbero diverse specie antiche, che vivevano insieme ai primi antenati Homo circa 3 milioni di anni fa...
E poi il Paranthropus è un genere estinto di ominidi, vissuto in Africa centro-orientale fra i 2,8 e 1 milione di anni fa, tra la fine del Pliocene e il medio Pleistocene.
2,5 milioni di anni fa...
E ca 2,4 milioni di anni fa, con la specie Homo habilis, compare il
Life 2,4 million years ago
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Ricostruzione homo habilis
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Da quella popolazione di primati che si erano stanziati nella Rift Valley in Africa milioni di anni prima, il genere Homo si è differenziato dall'Australopithecus. Le prime specie appartenenti al genere Homo, muovendosi lungo le coste dei mari, si diffusero nelle zone tropicali. Usavano già utensili nelle forme in cui li trovavano...
L'habilis, capace di lavorare e produrre utensili... australopiteco o homo? Beh... se era homo ha perso la sfida evolutiva estinguendosi 1,4milioni di anni fa.
Un gruppo di scimmie bipedi africane, l'Homo habilis, ha iniziato il viaggio evolutivo che ci ha portato fino ad oggi! Un viaggio nelle pianure selvagge del Pleistocene, dove questi "uomini abili" si destreggiavano tra strumenti di pietra e pericoli mortali. Come sono sopravvissuti e come hanno lasciato il segno nella storia?
[ominidi simili alle scimmie che, probabilmente, non sono vissuti fuori dall'Africa]
L'Homo habilis aveva una scatola cranica più sviluppata degli ominidi che l’avevano preceduto, ma mascelle relativamente meno potenti, perché la sua dieta era diventata onnivora: comprendeva cioè una buona base di carne, che si procurava facendo lo “spazzino”, cioè scacciando iene e altri predatori dalle carcasse degli animali morti, spesso agendo in gruppo con altri simili. I suoi utensili di pietra servivano soprattutto a rompere le ossa per mangiare il midollo, un cibo molto nutriente. Homo habilis è stato a lungo considerato il primo membro della linea evolutiva di Homo, ma una serie di nuovi ritrovamenti ha cambiato le carte in tavola.
Life 2,3 milioni di anni fa.
Gli ultimi 2 milioni di anni di Evoluzione Umana...
[il caso dell'erectus africano: dall'ergaster all'erectus o viceversa?... dall'Africa all'Asia o viceversa?]
Ricordando che la denominazione erectus è comunemente usata per i reperti asiatici, l'ergaster è una specie estinta di ominide vissuto in Africa tra 2 e 1 milione di anni fa.
Non è ancora chiaro se Homo erectus e Homo ergaster siano la stessa specie oppure semplicemente specie affini..
L'homo erectus è una specie chiave nella storia evolutiva umana che ha dato origine a ominidi dal cervello più grande da cui è poi derivato l’uomo moderno. Lo troviamo tra 1,8 e 1,5 milioni di anni fa in Asia. Aveva una dimensione del cervello di circa 1000 cm3.
Un'altra specie di ominide estinta appartenente al genere Homo. È il primo vero cacciatore-raccoglitore, e anche il primo ad aver migrato (forse) dall'Africa in gran numero. Forse... poiché un'altra tesi sostiene che sia una specie prettamente asiatica originariamente denominata Pitecantropo e Uomo di Giava...
I primi segnali di presenza umana nell'evoluzione si farebbero dunque risalire all' Homo ergaster/erectus che circa 1,9 milioni di anni fa comincia a migrare dall’Africa verso l’Asia e l’Europa.
L’Homo Erectus è una delle specie umane più longeve che siano mai esistite. Sopravvisse per oltre 2 milioni di anni, adattandosi a climi diversi, inventando strumenti e diffondendosi in vaste aree del mondo antico.
Fu l'Homo Erectus che imparò a controllare e utilizzare il fuoco durante il Paleolitico Inferiore, tra circa 1,5 e 2 milioni di anni fa. Le prime prove di utilizzo e controllo del fuoco risalgono a questo periodo, con l'Homo erectus che, inizialmente, non sapeva come accenderlo, ma utilizzava quello già esistente (come fuochi naturali o incendi) e lo conservava. Si ritiene che l'erectus sia stata la prima specie a capire come lavorare e utilizzare le pietre bifacciali e a usare il fuoco, riuscendo così a lavorare le pelli e a fare un uso più elaborato degli alimenti rispetto agli uomini primitivi che l’avevano preceduto.
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ricostruzione homo erectus
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I reperti più antichi dell'Homo erectus, artista e scopritore, risalgono a 1,9 milioni di anni fa e sono stati individuati in diversi giacimenti situati in Africa, Asia ed Europa. Infatti l’Homo erectus fu, per quanto ne sappiamo al momento, la prima specie di ominide che lasciò la culla dell’Africa e si avventurò in nuovi territori diffondendosi in altri continenti. Altri, invece, credono che fosse una specie autoctona asiatica poi migrata verso Africa ed Europa. La complessità che accompagna la collocazione dei reperti di questa specie in una categoria ben definita, è ovvia. Soprattutto perché, a prescindere da alcune analogie nella struttura fisica, i diversi tipi di Homo erectus presentano anche delle differenze regionali. I più antichi rappresentanti del genere umano "Homo" rinvenuti fuori dal continente africano e la più remota popolazione di "Homo erectus" ritrovata finora si trovano a Dmanisi, nell'ovest della Georgia, uno dei siti archeologici attualmente più importanti del mondo. Negli ultimi anni, nel Caucaso sono stati ritrovati i resti ben conservati di sei individui risalenti a circa 1,7 milioni di anni fa.
[dal Caucaso all'Europa]
In Spagna il fossile più antico risale a 1,4 milioni di anni fa...
[dal Caucaso all'Asia]
Il territorio cinese risultava già abitato oltre un milione di anni fa, nel Paleolitico inferiore... così ci dicono iritrovamenti nell’area cinese di Xiaochangliang, Xihoudu e Shanxi.
Com'era la vita dei nostri antichi antenati
Esploriamo il mondo dell'Homo erectus e degli altri primi esseri umani mentre si adattavano all'ambiente, sviluppavano strumenti e iniziavano l'affascinante viaggio dell'evoluzione umana. Esaminiamo in modo approfondito le prove archeologiche, antropologiche e fossili che svelano le loro strategie di sopravvivenza, i comportamenti sociali e le innovazioni culturali. Scopriamo come questi primi ominidi hanno gettato le basi per l'umanità moderna in un'affascinante esplorazione della preistoria.
Recenti analisi del DNA di esseri umani moderni suggeriscono che un drammatico collo di bottiglia demografico si sia verificato tra 930.000 e 813.000 anni fa, riducendo la popolazione umana a circa 1.280 individui per oltre 100.000 anni. Ciò fu probabilmente il risultato di gravi cambiamenti climatici durante la transizione dal Pleistocene inferiore a quello medio, tra cui intense glaciazioni, siccità e mutamenti ecologici in Africa. Il collo di bottiglia portò a una grave perdita di diversità genetica e potrebbe spiegare la scarsità di fossili risalenti a questo periodo. Dopo la sua fine, le popolazioni umane crebbero rapidamente, probabilmente favorite da un clima migliore e dall'uso del fuoco. Le carote di ghiaccio dell'Antartide hanno svelato la transizione climatica del pleistocene medio avvenuta circa un milione di anni fa. Gli studi dei sedimenti marini hanno mostrato pattern climatici ricorrenti, alternando glaciazioni e periodi di riscaldamento ogni 40.000 anni. Tuttavia, intorno a 900.000 anni fa, questo ciclo è cambiato in modi ancora in parte oscuri, oscillando su cicli di 100.000 anni. All’epoca di questa transizione, dunque, l’umanità quasi scomparve, riducendo la sua popolazione a un migliaio di individui. Mentre i dettagli rimangono avvolti nella nebbia del tempo, non è difficile immaginare come un cambiamento climatico repentino possa aver minato la capacità umana di sopravvivere, spingendoli al limite. Recenti analisi del DNA di esseri umani moderni suggeriscono che un drammatico collo di bottiglia demografico si sia verificato tra 930.000 e 813.000 anni fa, riducendo la popolazione umana a circa 1.280 individui per oltre 100.000 anni. Ciò fu probabilmente il risultato di gravi cambiamenti climatici durante la transizione dal Pleistocene inferiore a quello medio, tra cui intense glaciazioni, siccità e mutamenti ecologici in Africa. Il collo di bottiglia portò a una grave perdita di diversità genetica e potrebbe spiegare la scarsità di fossili risalenti a questo periodo. Dopo la sua fine, le popolazioni umane crebbero rapidamente, probabilmente favorite da un clima migliore e dall'uso del fuoco.
Quando l'uomo è diventato Homo sapiens? Numerosi nuovi studi genetici suggeriscono che la nostra specie sia emersa forse addirittura a 900mila anni fa, il che ci renderebbe almeno 400mila anni più vecchi di quanto comunemente si pensi.
Un cortometraggio che ricrea uno dei capitoli più importanti della storia umana: la vita della specie Homo antecessor, i primi europei, scoperti nelle montagne di Atapuerca, nel nord della Spagna. Il sito archeologico di Atapuerca è patrimonio mondiale dell'UNESCO e ha portato alla luce fossili risalenti a oltre 800.000 anni fa.
E poi ecco comparire i Neandersovani. Alcuni articoli scientifici affermano che la separazione tra uomo di Neanderthal e la nostra specie risalga a circa 800.000 anni fa, in Africa. Successivamente li ritroviamo in tutta Europa dalla Gran Bretagna (ad ovest) all'Iran (a est). Si estingueranno 40.000 anni fa circa, con l'arrivo del sapiens sapiens che nel frattempo (tra i 300/200mila anni fa) si formarono in Africa da cui cominciarono a migrare 75mila anni fa..
comuni antenati ribattezzati Neandersovani, che uscirono dall’Africa circa 700.000 anni fa e si incrociarono con una popolazione euroasiatica del genere Homo, probabilmente erectus, discendenti degli erectus che lasciarono l’Africa molto prima, circa 1,9 milioni di anni fa. Fu il più antico evento di ibridazione mai registrato tra due popolazioni umane arcaiche: l'incrocio che è avvenuto tra i 700.000 e i 600.000 anni fa tra neandersovani ed erectus.
Per gran parte della nostra evoluzione, la Terra non era solo del nostro genere. Condividevamo il mondo con i nostri "cugini": i Neanderthal, i Denisova, i Floresiensis… e altri ancora, che stiamo appena cominciando a conoscere.
Una continua ibridazione che portò alla specie Homo Heidelbergensis, forse l’ultimo antenato comune tra noi, i Neanderthal e, probabilmente, anche i Denisova. Non era confinato in una sola regione: vagava tra l’Europa, l’Africa e l’Asia occidentale tra 700.000 e 200.000 anni fa, in un’epoca di climi estremi e sfide implacabili. Tra glaciazioni che cancellavano ogni forma di vita nel nord, o siccità che facevano scomparire i fiumi africani nel giro di poche generazioni: acqua, cibo, riparo… tutto diventava un lusso disperato. E in mezzo a questa lotta per la sopravvivenza, Homo heidelbergensis non si arrese. Si adattò. Evolse. Si trasformò in una creatura da incubo: spalle larghe, ossa robuste, statura simile alla nostra, cervello quasi identico al nostro. Aveva strumenti, viveva in gruppi, e possedeva un’intelligenza straordinaria. Non raggiunse la vetta per caso. Ci arrivò con il sangue. Con la strategia. Con pura determinazione. Fu il primo vero assassino della storia umana? Forse. E nel profondo, ci somigliava più di quanto ci piacerebbe ammettere…
Due tronchi incastrati... i resti delle fondamenta di una piattaforma pedonale o di una casa. Srprendente è l'età della costruzione, datata a circa 500mila anni fa, circa 200mila anni prima della comparsa dell'Homo Sapiens Sapiens.
La "male" evoluzione degli ultimi 500.000 anni...
E a Kalambo Falls, in Africa, gli archeologi hanno scoperto una struttura in legno deliberatamente tagliata e intagliata quasi 476mila anni fa. Teoria aliena...: e se fosse vero che centinaia di migliaia di anni fa [450.000] sulla terra arrivarono gli anunnaki, giganti alieni che combinarono il loro dna con quello dell'homo erectus dando vita al sapiens?
E il primo omicidio documentato nella storia dell'umanità è proprio di un Heidelbergensis di 430.000 anni fa...
Teoria definita assurda dal magazine "Focus"...
Ma fu proprio quello il tempo in cui l'uomo iniziò a controllare il fuoco... quando capì come provocare le prime scintille mediante l’utilizzo dei suoi arnesi... si dice sia stato l’utensile a determinare la crescita intellettuale dell’ominide, a fare di lui ciò che siamo oggi. Se ciò è vero, lo fu soprattutto perché gli permise di accendere il primo fuoco. Questa fu la scoperta umana esclusiva, il passo che gli altri esseri viventi non furono in grado di fare. Il momento essenziale che rivoluzionò la sua esistenza. Senza la padronanza del fuoco l’evoluzione umana non sarebbe stata quella che fu. Il fuoco ha fornito l’input decisivo, l’ha accelerata, plasmata.
Si ritiene che l'erectus sia stata anche la prima specie a capire come creare il fuoco. La capacità di produrre il fuoco risale a circa 400.000 anni fa, al tempo della convivenza con l'homo robustus. All'attività dell'Homo erectus, infatti, apparterrebbero focolari rinvenuti in Africa, Cina, Europa e Medio Oriente.
Dallo sfregamento di due bastoncini secchi si creava una scintilla e, quindi, l'uomo accendeva il fuoco autonomamente. In seguito furono messe a punto altre tecniche.
Un'altra tecnica prevedeva, invece, la percussione di due minerali, la selce e la pirite.
L'uso del fuoco è stato fondamentale per lo sviluppo della civiltà umana.
“Tra i tanti ambiti di ricerca scientifica davvero interessanti, uno è: chi siamo?”.
E poi arrivano i sapiens... con una nuova teoria che diverse popolazioni di sapiens si siano evolute separatamente in ogni angolo del continente africano per poi vederne solo una primeggiare su tutte e colononizzare l'intero pianeta...