Che strana creatura l'essere umano:
brancola nel buio con espressione intelligente.
Kodo Sawaki Roshi
Una cosa è l’evoluzione un’altra l’evoluzionismo.
L’evoluzione, nel senso di un antenato comune, potrebbe essere vera. Invece, l’evoluzionismo, inteso come processo di mutazioni casuali, al di fuori di un disegno intelligente, risulta improbabile...
Che la vita sia comparsa per una serie di occasioni fortunate è lo stesso che pensare che dall’esplosione di una tipografia si formi un dizionario di ventimila voci. Ed un semplice organismo unicellulare possiede molte più informazioni di un dizionario. Non parliamo poi del cervello umano. Anche se l'evoluzione è ormai una teoria comunemente accettata, diversi esperimenti e osservazioni scientifiche confermano la validità della teoria quando si analizzano micro evoluzioni. Tutto però cambia quando si cerca di spiegare l'origine umana in termini evolutivi.... sono ancora oggi molti i punti che non tornano e le incongruenze.
Già con i primati e al più tardi con gli ominidi
qualcosa deve essere andato male.
Gli Evoluzionisti basano la loro teoria partendo dal fatto che il 98% del corredo genetico delle scimmie e dell’uomo sono simili. Da questa osservazione passano, come se si trattasse di una conseguenza logica, al presupposto che la Riduzione Cromosomica sia un dato di fatto. Pensano che l’uomo e la scimmia derivino da un antenato comune perché in tempi remoti uno o più individui sarebbero passati, in modo casuale, dai 48 cromosomi oggi presenti nel genoma delle scimmie ai 47 e poi dai 47 ai 46 dell’uomo attuale per evoluzione spontanea attraverso un processo o di fusione di due cromosomi, o di perdita di un cromosoma intero. Con ciò essi, ingenuamente, considerano la Riduzione Cromosomica un problema irrilevante su cui discettare senza la minima cognizione di causa.
Ma tecnicamente, passare da 48 a 46 cromosomi e dare prole vivente e fertile è impossibile! “Statisticamente” è impossibile!
Quando varia il numero dei cromosomi dell’individuo, l'individuo stesso non nasce affatto o, se nasce, nasce gravemente malformato: nasce cioè con una Sindrome Cromosomica. E nasce con l’assoluta difficoltà a riprodursi. Ciò induce a supporre che il passaggio da un preominide all’uomo non sia potuto avvenire in natura attraverso la perdita di uno o più cromosomi, vale a dire con una Riduzione Cromosomica. L’aggiunta di un cromosoma al corredo normale è parimenti deleteria...
Diceva Agatha Christie che
"Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza,
ma tre indizi fanno una prova."
E allora ci sarebbero prove a sufficienza per raccontare alcune strane storie...
«L'uomo ha una tale passione per il sistema e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità per non vedere il vedibile, a non udire l'udibile pur di legittimare la propria logica.»
Fëdor Dostoevskij, Memorie dalla casa dei morti
Da quando esiste l’intelligenza, ogni forma di vita è impossibile.
Fernando Pessoa
A coloro che vanno cercando una definizione della vita, vorrei proporre la seguente: «la materia quando incomincia a soffrire».
Guido Morselli, Diari (5 novembre 1966)
Se i nostri antenati più prossimi (i cosiddetti primati, 'na specie de scimmia) comparvero 55milioni di anni fa...
poca cosa se consideriamo che i nostri progenitori ancora più antichi, secondo la teoria comunemente accettata dell'evoluzione, erano rettili ('na specie de vipera primordiale di 340milioni di anni fa?)... che discendevano da anfibi ('na specie de rospo primitivo di 400 milione di anni fa)... che discendevano da pesci ('na specie de piraña prima maniera di 500 milione di anni fa?)... e che tutti noi vertebrati discendiamo dai cosiddetti agnati ('na specie, guarda caso, di antesignani vertebrati serpentiforme di oltre 500 milioni di anni fa). Ma n'è meglio crede alla creazione tout court? Ma po esse che derivamo da 'na specie de serpe? Mah...
"L'Omo disse a la Scimmia:
Sei brutta, dispettosa:
ma come sei ridicola!
ma quanto sei curiosa!Quann'io te vedo, rido:rido nun se sa quanto!...
La Scimmia disse: Sfido!
T'arissomijo tanto!"
Trilussa
Un uomo, una donna…
strane parole, strana follia!
Ingeborg Bachmann, Malina
Nascere è cadere nel tempo.
Maria Cvetaeva, La sibilla al bambino
[ In un angolo remoto dell’universo scintillante e diffuso attraverso infiniti sistemi solari c’era una volta un astro, su cui animali intelligenti scoprirono la conoscenza. ]
Fu il minuto più tracotante e più menzognero della “storia del mondo”: ma tutto ciò durò soltanto un minuto. Dopo pochi respiri della natura, la stella si irrigidì e gli animali intelligenti dovettero morire. – Qualcuno potrebbe inventare una favola di questo genere, ma non riuscirebbe tuttavia a illustrare sufficientemente quanto misero, spettrale, fugace, privo di scopo e arbitrario sia il comportamento dell’intelletto umano entro la natura. Vi furono eternità in cui esso non esisteva; quando per lui tutto sarà nuovamente finito, non sarà avvenuto nulla di notevole. Per quell’intelletto, difatti, non esiste una missione ulteriore che conduca al di là della vita umana. Esso piuttosto è umano, e soltanto chi lo possiede e lo produce può considerarlo tanto pateticamente, come se i cardini del mondo ruotassero su di lui. Se noi riuscissimo a intenderci con la zanzara, apprenderemmo che anch’essa nuota attraverso l’aria con questo pathos e si sente il centro – che vola – di questo mondo.
Friedrich Nietzsche, da Su verità e menzogna in senso extramorale
E se ormai è assodato che sessantaseimilioni di anni fa il nostro comune antenato era un mammifero simile ad un roditore che viveva all'ombra dei grandi dinosauri e che i primi primati comparvero 55milioni di anni fa... noi tutti, quando ci siamo separati dal parentame primate?
Le Teorie, le scoperte, le acquisizioni e le confutazioni in Paleontologia e in Antropologia sono all’ordine del giorno... e si sa perfettamente che il metodo evoluzionista sembra avere poco a che fare con l’ultimo gradino dell’evoluzione umana, che ha portato sulla Terra l’Adam, l’Uomo Nuovo, diverso dalle popolazioni autoctone.
Una nuova analisi su una scimmia che visse 12,5 milioni di anni fa suggerisce che si tratti di una specie di Gorilla. Significherebbe che i gorilla si evolsero molto prima degli 8-6 milioni di anni fa finora ipotizzato: le caratteristiche del teschio suggeriscono che si separò dalla linea umana circa 14 milioni di anni fa. Da questo possiamo dedurre che il ramo umano si separò da quello delle scimmie oltre 10 milioni di anni fa: quindi si sposterebbe indietro anche il tempo in cui l’Umanità di divise dalle scimmie, di oltre 2 milioni di anni...A conferma di queste ipotesi i resti fossili scoperti in Germania e risalenti a 11,6 milioni di anni fa mostrano braccia adatte alla sospensione sugli alberi e gambe conformate per camminare sul terreno in posizione eretta...
Sembrerebbe confutata l'opinione accreditata fino a poco tempo fa che, 7 milioni di anni fa, la linea evolutiva umana si separò da quella della Scimmia nell’Africa Centrale, dove rimase per altri 5 milioni di anni, prima di colonizzare il resto del Pianeta?
Di certo una traccia porta fino a sette milioni di anni fa...
In Bulgaria e in Grecia sono stati ritrovati due fossili di una creatura simile alla scimmia, ma con i denti simili a quelli dell’uomo, databile a 7,2 milioni di anni fa.
Questa datazione ci permette di spostare il momento della separazione umano-scimmia nell’area del Mediterraneo. Durante quel periodo nel quale il Mar Mediterraneo passò attraverso frequenti periodi di secca, formando un ponte di terra fra l’Europa e l’Africa e consentendo alle scimmie e ai primi ominidi di passare attraverso i continenti...
Mutazioni genetiche che in natura non possono avvenire...
un mostro genetico chiamato frumento;
il grano con cui facciamo il pane è la fusione di due genomi di due piante diverse in uno nuovo...
lo stesso discorso vale per il mais...
la patata commestibile: il genoma di un batterio che si ingloba nel genoma della patata selvatica...
l'uomo che passa da 48 a 46 cromosomi...
l'uomo che ha i capelli che crescono all'infinito, unico caso nel mondo animale...
e la pecora...
la pecora che ha i peli che crescono in continuazione, unico caso fra gli ovini...
bizzarri, giganti, nani, pelosi, glabri...
ne è sopravvissuto solo uno di questo serraglio stranamente familiare e ha anche rischiato di non farcela...
Il processo evolutivo, riconosciuto e attestato, ha evidenziato che la famiglia ominide si è evoluta da una popolazione di primati che si erano stanziati nella Rift Valley in Africa circa 5-6 milioni di anni fa...
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Ricostruzione di Lucy, la femmina di Australopithecus afarensis trovata ad Hadar, in Etiopia.
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Australopithecus afarensis, una specie estinta di ominide del genere Australopithecus vissuta in Africa
tra 4 e 3 milioni di anni fa.
[Lucy, la celebre donna scimmia (Australopithecus afarensis) scoperta in Etiopia dal paleoantropologo americano Donald Johanson. Manca delle estremità inferiori, ma le ossa delle gambe e il bacino dimostrano che la stazione eretta era acquisita: gli ominidi si muovevano quasi sempre in quella posizione, non solo per alcuni tratti..]
Nel novembre 1974, nel caldo torrido della regione di Afar in Etiopia, venne alla luce uno dei ritrovamenti più significativi nella storia della paleoantropologia: il fossile di Lucy. Questo scheletro quasi completo continua a influenzare profondamente la scienza e la cultura. Chiamata così per la famosa canzone dei Beatles, "Lucy in the Sky with Diamonds", Lucy era il più antico e completo scheletro umano mai trovato fino a quel momento, cambiando per sempre il modo in cui comprendiamo l’evoluzione della nostra specie. Il fossile, noto scientificamente come AL 288-1, appartiene alla specie Australopithecus afarensis e risale a circa 3,2 milioni di anni fa. Il suo scheletro rivelò un dettaglio straordinario: pur avendo un cervello delle dimensioni di quello di uno scimpanzé, Lucy camminava eretta come gli esseri umani moderni. Questa scoperta ha confermato che la postura bipede è stata una delle prime caratteristiche a svilupparsi nel nostro processo evolutivo, precedendo di molto l’aumento della capacità cranica. A differenza di altri fossili trovati in precedenza, Lucy era straordinariamente completa. Circa il 40% dello scheletro era stato recuperato, comprendendo parti fondamentali come la mandibola, il bacino e le ossa delle gambe. Questo ha permesso ai ricercatori di ricostruire con precisione la sua statura (circa un metro di altezza) e il suo modo di camminare. Lucy è diventata un punto di riferimento anche per confrontare altre scoperte più recenti. Ogni nuovo ritrovamento viene ancora oggi messo in relazione a Lucy, a dimostrazione di quanto rimanga fondamentale nel campo della paleoantropologia. Oltre alla sua importanza scientifica, Lucy ha avuto anche un’enorme risonanza culturale. Ha viaggiato per mostre negli Stati Uniti, attirando milioni di visitatori, sebbene molti abbiano criticato il trasferimento del fragile fossile fuori dall’Etiopia. Tuttavia, questa notorietà ha contribuito a radicare Lucy nell’immaginario collettivo come simbolo dell’umanità stessa.
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Ricostruzione homo habilis
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Da quella popolazione di primati che si erano stanziati nella Rift Valley in Africa circa 5-6 milioni di anni fa, tra i 2,3 e i 2,4 milioni di anni fa il genere Homo si è differenziato dall'Australopithecus. Le prime specie appartenenti al genere Homo, muovendosi lungo le coste dei mari, si diffusero nelle zone tropicali. Usavano già utensili nelle forme in cui li trovavano...
[ominidi simili alle scimmie che, probabilmente, non sono vissuti fuori dall'Africa]
L'Homo habilis aveva una scatola cranica più sviluppata degli ominidi che l’avevano preceduto, ma mascelle relativamente meno potenti, perché la sua dieta era diventata onnivora: comprendeva cioè una buona base di carne, che si procurava facendo lo “spazzino”, cioè scacciando iene e altri predatori dalle carcasse degli animali morti, spesso agendo in gruppo con altri simili. I suoi utensili di pietra servivano soprattutto a rompere le ossa per mangiare il midollo, un cibo molto nutriente. Homo habilis è stato a lungo considerato il primo membro della linea evolutiva di Homo, ma una serie di nuovi ritrovamenti ha cambiato le carte in tavola.
[il caso dell'erectus africano: dall'ergaster all'erectus o viceversa?... dall'Africa all'Asia o viceversa?]
Ricordando che la denominazione erectus è comunemente usata per i reperti asiatici, l'ergaster è una specie estinta di ominide vissuto in Africa tra 2 e 1 milione di anni fa. E
si dibatte ancora molto sulla possibilità che questa specie sia nata in Africa, come altre specie di ominidi, oppure sia arrivata dall’Asia. Non è ancora chiaro se Homo erectus e Homo ergaster siano la stessa specie oppure no.
L'homo erectus è una specie chiave nella storia evolutiva umana che ha dato origine a ominidi dal cervello più grande da cui è poi derivato l’uomo moderno. Lo troviamo tra 1,8 e 1,5 milioni di anni fa in Asia. Aveva una dimensione del cervello di circa 1000 cm3.
Un'altra specie di ominide estinta appartenente al genere Homo. È il primo vero cacciatore-raccoglitore, e anche il primo ad aver migrato (forse) dall'Africa in gran numero. Forse... poiché un'altra tesi sostiene che sia una specie prettamente asiatica originariamente denominata Pitecantropo e Uomo di Giava...
I primi segnali di presenza umana nell'evoluzione si farebbero dunque risalire all' Homo ergaster/erectus che circa 1.900.000 anni fa comincia a migrare dall’Africa verso l’Asia e l’Europa.
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Ricostruzione homo erectus
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I reperti più antichi dell'Homo erectus, artista e scopritore, risalgono a 1,9 milioni di anni fa e sono stati individuati in diversi giacimenti situati in Africa, Asia ed Europa. Infatti l’Homo erectus fu, per quanto ne sappiamo al momento, la prima specie di ominide che lasciò la culla dell’Africa e si avventurò in nuovi territori diffondendosi in altri continenti. La complessità che accompagna la collocazione dei reperti di questa specie in una categoria ben definita, è ovvia. Soprattutto perché, a prescindere da alcune analogie nella struttura fisica, i diversi tipi di Homo erectus presentano anche delle differenze regionali. I più antichi rappresentanti del genere umano "Homo" rinvenuti fuori dal continente africano e la più remota popolazione di "Homo erectus" ritrovata finora si trovano a Dmanisi, nell'ovest della Georgia, uno dei siti archeologici attualmente più importanti del mondo. Negli ultimi anni, nel Caucaso sono stati ritrovati i resti ben conservati di sei individui risalenti a circa 1,7 milioni di anni fa.
E tutta 'sta faticaccia per rischiare l'estinzione circa 900.000 anni fa...
Le carote di ghiaccio dell'Antartide hanno svelato la transizione climatica del pleistocene medio avvenuta circa un milione di anni fa. Gli studi dei sedimenti marini hanno mostrato pattern climatici ricorrenti, alternando glaciazioni e periodi di riscaldamento ogni 40.000 anni. Tuttavia, intorno a 900.000 anni fa, questo ciclo è cambiato in modi ancora in parte oscuri, oscillando su cicli di 100.000 anni. All’epoca di questa transizione, l’Homo Sapiens quasi scomparve, riducendo la sua popolazione a un migliaio di individui. Mentre i dettagli rimangono avvolti nella nebbia del tempo, non è difficile immaginare come un cambiamento climatico repentino possa aver minato la capacità umana di sopravvivere, spingendoli al limite.
E poi ecco comparire i Neandersovani. Alcuni articoli scientifici affermano che la separazione tra uomo di Neanderthal e la nostra specie risalga a circa 800.000 anni fa, in Africa. Successivamente li ritroviamo in tutta Europa dalla Gran Bretagna (ad ovest) all'Iran (a est). Si estingueranno 40.000 anni fa circa, con l'arrivo del sapiens sapiens che nel frattempo (tra i 300/200mila anni fa si formarono in Africa da cui cominciarono a migrare 75mila anni fa..
Ibridazione che in Europa portò alla specie Homo Heidelbergensis (da 600.000 a 100.000 anni fa) prima, uomo arcaico i cui resti furono ritrovati in Germania, ad Heidelberg, e ai Neanderthal poi...
La "male" evoluzione degli ultimi 500.000 anni... Teoria aliena...: e se fosse vero che centinaia di migliaia di anni fa [450.000] sulla terra arrivarono gli anunnaki, giganti alieni che combinarono il loro dna con quello dell'homo erectus dando vita al sapiens?
Teoria definita assurda dal magazine "Focus"...
Si ritiene che l'erectus sia stata la prima specie a capire come lavorare e utilizzare le pietre bifacciali e a usare il fuoco, riuscendo così a lavorare le pelli e a fare un uso più elaborato degli alimenti rispetto agli uomini primitivi che l’avevano preceduto. Sarebbe anche il primo ominide ad essersi spostato dall’Africa colonizzando parte dell’Europa. Altri, invece, credono che fosse una specie autoctona asiatica poi migrata verso Africa ed Europa. La produzione e l'uso del fuoco, risalente a circa 400.000 anni fa, sono riconducibili proprio all'Homo erectus. All'attività dell'Homo erectus, infatti, apparterrebbero focolari rinvenuti in Africa, Cina, Europa e Medio Oriente. L'uso del fuoco è stato fondamentale per lo sviluppo della civiltà umana.
Dapprima fu capace unicamente di mantenerlo vivo e solo in seguito seppe riprodurlo. Dallo sfregamento di due bastoncini secchi si creava una scintilla e, quindi, l'uomo accendeva il fuoco autonomamente. In seguito furono messe a punto altre tecniche.
Un'altra tecnica prevedeva, invece, la percussione di due minerali, la selce e la pirite.
“Tra i tanti ambiti di ricerca scientifica davvero interessanti, uno è: chi siamo?”.
Si ritiene che i Neanderthal si siano incrociati con gli antichi europei.
I Neanderthal sono i nostri parenti umani estinti più prossimi, vissuti tra i 400.000 e i 40.000 anni fa.
[e allora, circa 400.000 anni fa, i primi rappresentanti dell'Homo Sapiens?]
A quel tempo risale l'ibridazione tra i Neandersovani africani e l'erectus euroasiatico, da cui ne derivarono le specie Homo Neanderthalensis e Homo di Denisova, [primi rappresentanti dell'Homo Sapiens?]. Mentre i Denisoviani popolarono l'Asia, i Neanderthaliani popolarono un’area compresa tra l’Europa Occidentale e l’Asia minore... prima dell’arrivo dell’Homo Sapiens Sapiens, che più sapiens non si può, suo concorrente evolutivo e diretto progenitore dell’essere umano moderno.In seguito alla dispersione dei diversi gruppi di hominini, solo la nostra specie è sopravvissuta e nessuno conosce la ragione.
Teoria aliena...: 300.000 anni fa, ammutinamento degli Anunnaki. Enki e Ninhursag creano l’Uomo, il “lavoratore primitivo”.
E poi i Denisova asiatici... una popolazione che viveva nello stesso periodo dei Neanderthal in Europa.
Ed ecco uno dei più grandi misteri dell’evoluzione umana: un enigma iniziato con la scoperta di un osso di un mignolo nella grotta di Denisova, nei Monti Altai della Siberia meridionale. Le analisi del DNA di quel minuscolo fossile hanno portato alla scoperta di una specie distinta di ominidi, che gli scienziati hanno poi chiamato Homo di Denisova (vissuto tra i 280.000 e i 30.000 anni fa). Molte persone oggi in vita portano tracce del DNA denisoviano nel loro patrimonio genetico, ma poiché i fossili di questi antichi ominidi estinti sono ancora pochi e rari, gli esperti non sanno ancora che aspetto avessero, dove vivessero e perché siano scomparsi.
E, comunque, gli scienziati sono tutti d'accordo nel non sapere come dall'erectus si sia arrivati al sapiens... perché l'evoluzione ha richiesto tutta una serie di eventi così casuali così difficili così rari da poter essere quasi definiti impossibili in tempi brevissimi...
Se i concetti della selezione naturale sono ben applicabili al mondo animale, quando si analizza il genere umano qualcosa non torna. Già Alfred Wallace, collaboratore di Darwin, sospettò un intervento esterno e dichiarò che “una qualche potenza intelligente ha guidato o determinato lo sviluppo dell’uomo”. Dopo più di un secolo e mezzo gli scienziati di tutto il mondo non sono ancora riusciti a dimostrare il contrario, fallendo nel tentativo di trovare l’anello mancante tra uomo e scimmia, e non riuscendo a spiegare la complessità di organi come il cervello.
Se infatti il 98% del patrimonio genetico è analogo tra uomo e scimpanzé, non è chiaro come solo il 2% possa aver influito così tanto nella diversità tra le due specie, aggiungendo valori molto vantaggiosi come il linguaggio, il cervello, la sessualità... i principi dell’evoluzionismo applicati alla razza umana non spiegano come sia stato possibile questo repentino miglioramento.
dieci anni dopo la pubblicazione della teoria dell'evoluzione afferma: "la teoria la riesco ad applicare a tutte le specie viventi tranne che per l'uomo, perché per l'uomo non funziona..."
Il vero rompicapo non è l'arretratezza dei nostri antenati ma il nostro stesso progresso: il genere umano avrebbe impiegato due milioni di anni per capire che gli utensili di pietra funzionano meglio se li si modella e li si affila... allora perché non ci sono voluti altri due milioni di anni per imparare ad usare altri materiali?
Homo di Neanderthal, così chiamato per la valle tedesca in cui furono ritrovati i resti fossili di questa tipologia di Homo e caratterizzato da una conformazione genetica anomala che lo portava ad avere fisicamente i capelli rossi e una pelle molto chiara oltre che un Dna molto diverso dal nostro.
E poi arrivarono le prime Ewah...
Studi sul DNA farebbero supporre che la nostra specie abbia iniziato a distinguersi da quelle più arcaiche tra i 350 mila e i 260 mila anni fa, e che la punta meridionale del continente sia stato uno dei luoghi chiave di questa differenziazione.
Infatti, secondo la Teoria dell'Origine unica o Teoria della migrazione africana [la teoria dell'evoluzione più diffusa], coloro che tra gli Homo rimasero in Africa si evolsero nell'Homo sapiens. Successivamente migrarono verso l'Asia e l'Oceania con un secondo processo di migrazione, incontrando le specie già fuoriuscite precedentemente tra cui i Denisoviani in Asia orientale e i Neanderthaliani in Eurasia occidentale e in America, con i quali convissero per un determinato periodo prima di prenderne il posto.
E circa 35.000 anni fa, l'Homo sapiens sapiens, che più sapiens non si può, sbaraglia l'intera concorrenza evolutiva imponendosi su tutte le altre specie di Homo; Homo sapiens sapiens che è il nostro diretto progenitore; che è l'unica specie di ominide rimasta al mondo a contendersi la Terra con il resto del feroce mondo animale...
Il ruolo delle ibridazioni diventa sempre più cruciale per comprendere non solo l’evoluzione della nostra specie Homo sapiens (originata in Africa tra i 200.000 e i 300.000 anni fa), che con Neanderthal e la sua “specie sorella” Denisova si è scambiata geni in ripetute occasioni, ma anche l’evoluzione di tutto il genere Homo.
Secondo gli autori di uno studio, ciò che è avvenuto tra i 700.000 e i 600.000 anni fa tra Neandersovani e erectus si è sostanzialmente ripetuto intorno ai 50.000 anni fa tra sapiens da una parte e Neanderthal e Denisova dall’altra. Così come i Neandersovani si sono accoppiati con la popolazione “super-arcaica” che hanno trovato in Eurasia, arrivando lentamente a sostituirla, sapiens ha incontrato Neanderthal e Denisova fuori dall’Africa, con questi si è prima accoppiato e poi li ha sostituiti. In entrambi i casi però i nuovi arrivati si sono portati dietro nel proprio genoma le tracce di queste ibridazioni.
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ph Dima Minakin |
L'Istituto Max Plack di Leipzig, in Germania, ha pubblicato nel 2014 sulla rivista Nature, lo studio della mappa del Dna del più antico uomo moderno noto, vissuto 45.000 anni fa in Siberia: le analisi genetiche dimostrano che Sapiens e Neanderthal si 'incrociarono' tra 50 e 60 mila anni fa e che l'apporto genetico di questi ultimi è stato più basso di quanto considerato finora. "Si tratta dell'ulteriore prova dell'inbreeding avvenuto tra i Neanderthal e l'Homo Sapiens", ha spiegato il paleoantropologo Alfredo Coppa, dell'Università Sapienza di Roma. Lo studio aggiunge nuove prove dell'incrocio tra questi due gruppi umani e restringe di molto il periodo in cui ciò avvenne, passando da un arco temporale stimato finora tra i 37 e gli 86 mila anni fa a una 'forchetta' di appena diecimila anni. A rivelarlo sono analisi del Dna eseguite su uno dei più antichi resti di Sapiens ritrovati fuori dall'Africa vissuto 45 mila anni fa nell'attuale Siberia.
Ayla figlia della Terra...
I Neanderthal non si estinsero affatto, anche se la loro morfologia caratteristica scomparve.
by acam.it
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ph Jeremy Gibbs |
E durante il periodo di riscaldamento globale, all’inizio dell’Olocene (ca. 11.700 anni fa), il livello dei mari cominciò a salire. Questo processo, che continuò per ben due millenni, portò alla rottura dei ghiacci nel continente nordamericano (in quell’epoca era la massa di ghiaccio più estesa del globo) e questo provocò un aumento del livello dei mari di addirittura 120 metri...
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ph Lucien Clergue
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E col termine dell'ultima era glaciale, l'evoluzione non fu più fisica ma culturale.
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Illustrazione Milo Manara |
In un susseguirsi di popoli, in un'infinità di usi e costumi, ma con sempre le medesime amenità che gli esseri umani sono stati capaci di produrre:
sesso senza pudore,
riproduzione selvaggia,
orrori e guerre da sempre e per sempre...
E al tempo dei sumeri e degli egizi appartiene Oetzi [c.a. 3.300 a.C.], l'uomo venuto dal ghiaccio delle Alpi...
Era un maschio adulto, alto circa 160 cm, e al momento della morte doveva avere all'incirca 46 anni. Un'età ragguardevole in un'epoca in cui l'aspettativa di vita media non era superiore ai 30-35 anni.
E intorno al 2200 a.C. incontriamo Ava, una donna vissuta all'età del Bronzo (oltre 4200 anni fa) in Scozia, ovverosia quando nel Medio Oriente la bimillenaria civiltà sumera, colpita dal vento del male veniva senza colpo ferire invasa dagli Amorrei scomparendo nel nascituro impero babilonese... e quando la civiltà egizia, in attività da quasi mille anni, spadroneggiava ad ovest del Medio Oriente...
E nel mezzo del cammin di nostra Umanità c'è la nostra storia... che tutti noi conosciamo!
E nel futuro incroceremo l'homo galacticus... sembra fantascienza ma già si studiano i viaggi interstellari che possono durare più di una vita!E allora come saremo tra 1000 anni?Storia di Émilie Laurent

Dalla sua creazione, gli esseri umani sono cambiati molto. Durante i suoi primi passi sulla terra, assomigliava ad una scimmia con il suo aspetto molto primitivo. Nel prossimo futuro, potrebbe assomigliare di più a uno zombie. Secondo previsioni scientifiche molto serie, potrebbe avere un aspetto che è un incrocio tra il Gobbo di Notre Dame e Gollum (per dirla semplicemente) . Completamente distorto dalle nuove tecnologie, il corpo umano di domani è spaventoso da vedere. Ecco un'anteprima e chiaramente non ti fa venire voglia di essere immortale.
Un corpo trasformato dalle nuove tecnologieConosci i volti dei nostri antenati. Uomini ricoperti di peli con mascelle voluminose e volti molto “animali”. Ma sapete che aspetto avranno i nostri successori, quelli che vedranno la nascita delle macchine volanti e che parleranno con gli ologrammi? Beh, non è molto bello da vedere. L'azienda americana Toll Free Forwarding , specializzata in telecomunicazioni, ha collaborato con gli scienziati per creare "Mindy", un modello 3D che rappresenta gli esseri umani come potevano essere nell'anno 3000. Questa iniziativa mira a illustrare le trasformazioni dei potenziali danni fisici indotti dall'attività quotidiana e intensiva utilizzo di smartphone , laptop e altri dispositivi digitali. https://twitter.com/MailOnline/status/1588214390955773952
Schiena arcuata e spalle arrotondate. Trascorrere lunghe ore curvi sui nostri schermi potrebbe portare ad una pronunciata curvatura della schiena e alle spalle arrotondate . Secondo l'esperto di salute e benessere Caleb Backe, "stare seduti al computer in ufficio per ore e ore significa che il busto è tirato davanti ai fianchi anziché essere dritto e allineato". Il corpo umano del futuro si sposterà quindi in avanti. Il “collo tecnologico” e le dita adunche. La postura adottata durante l'utilizzo dei nostri dispositivi mobili sollecita eccessivamente i muscoli del collo, portando ad un ispessimento del collo, fenomeno spesso definito "collo tecnologico". Inoltre, il modo in cui teniamo i nostri telefoni può causare deformità della mano , nota come “artiglio del testo” o sindrome del tunnel cubitale, caratterizzata da dita storte. Di conseguenza, gli esseri umani del futuro avranno il collo infilato nelle spalle come pipistrelli e le palle sulle nocche come le streghe. I gomiti sono costantemente piegatiIl mantenimento prolungato dei gomiti ad un angolo di 90 gradi, una posizione comune quando si utilizzano gli smartphone, potrebbe comportare un adattamento permanente di questa articolazione. Il dottor Nikola Djordjevic spiega che "tenere il gomito piegato per lungo tempo può allungare il nervo dietro il gomito ed esercitare pressione su di esso". Il corpo umano del futuro sarà quindi in parte modellato (o meglio paralizzato) dall’utilizzo delle nuove tecnologie.
Chip connessi impiantati nel corpo? Il progetto è già al lavoro. Questo dettaglio corporeo forse non aspetterà l'anno 3000 per diventare "generalizzato". Inoltre, in Svezia , alcuni residenti indossano il chip come si indossa un orecchino o un braccialetto. Questo impianto elettronico innestato sulla pelle contiene il loro codice digitale, i loro biglietti del treno e la loro carta di credito. O un po' della loro vita intera. Non c'è bisogno di girare la borsa per mettere le mani sulle chiavi o sul portafoglio. L'inarrestabile Elon Musk porta l'idea ancora oltre. Con Neuralink mira a impiantare chip collegati nel cervello umano . Ma per ora questo progetto un po’ folle non è ben accolto dalla classe scientifica. Il corpo umano del futuro non assomiglia a un cyborg o a una creatura di fantascienza, ma piuttosto a un burattino distorto dalla tecnologia. Questa immagine scioccante ci ricorda l’importanza, persino l’urgenza, della disintossicazione digitale .
L'umanità è vissuta e si è civilizzata nella violenza, in un'intricata fusione tra sesso e cultura... non esiste un'era d'oro, e non importa quanto ci sforziamo di romanticizzare ed emulare le grandi civiltà del passato: nei secoli scorre lo stesso racconto brutale e violento. Rimettiamo i piedi a terra e ammettiamo la nostra natura animalesca in una presa pessimistica ma realistica della vita, dove gli stessi schemi e comportamenti si ripetono all'infinito... Non abbiamo il tempo di essere noi stessi.
Abbiamo solo il tempo di essere felici.
Albert Camus