Leonida gridava libertà...
Cos'è "libertà"?
l'idea di Libertà è sempre esistita...
la Libertà non è mai esistita...
la Libertà non è mai esistita...
Molti sono coloro che chiedono di essere guidati dalla culla alla tomba da qualcun altro, per pigrizia o mancanza di coraggio.
Immanuel Kant, nel suo saggio “Risposta alla domanda: che cos'è l’Illuminismo”
un testo considerato il manifesto di questo movimento politico, sociale, culturale e filosofico che si sviluppò in Europa dal 1688 al 1789...
E Sparta e Atene rappresentano veramente l'idea di libertà di un popolo per il solo fatto di non essersi sottomesse all'imperiale giogo persiano o sono, esse stesse, giogo per altri e per il loro stesso popolo?
E si può chiamare Libertà lo spirito dell’Atene di Pericle, ove per ogni uomo libero c'erano quattordici uomini schiavi?
Jim Morrison
Solo nei sogni gli uomini sono davvero liberi...
dal film "L’attimo fuggente"
Ciascuno di noi è, in verità, un’immagine di un grande gabbiano, un’infinita idea di libertà senza limiti.
Richard Bach
Nella vita mi è sempre piaciuto frequentare i limiti di tutto. Ma la libertà ha senso se è comunque all'interno di un limite, sennò non è libertà: è caos.
Vasco Rossi
Ciascuno di noi è chiamato a diventare uno spirito libero così come ogni seme di rosa è chiamato a diventare una rosa.
Rudolf Steiner
Rudolf Steiner
«Sapersi liberare non è niente, il difficile è saper essere libero»
André Gide, L'immoralista.
«La libertà ha un prezzo elevato. Ma la schiavitù costa ancora di più»
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“Il quarto stato” opera del 1901 di Pellizza da Volpedo un inno alla libertà dalla schiavitù del lavoro |
Oswald Spengler, “Il tramonto dell’Occidente”
La libertà significa responsabilità: ecco perché molti la temono.
George Bernard Shaw.
La libertà non consiste tanto nel fare
la propria volontà quanto
nel non essere sottomessi a quella altrui.
Jean Jacques Rousseau
Non si chiede la libertà, ma l'illusione della libertà. Ed è per questa illusione che da millenni l'umanità si affanna. Del resto, se la libertà è, come è stato detto, una sensazione, che differenza c'è tra essere liberi e credersi liberi?
Emil Cioran
Emil Cioran
lo Stato deve promuovere e garantire a tutti una vita libera e dignitosa...
“Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli? Questo non è un uomo libero. Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è libertà. La libertà senza giustizia sociale è una conquista vana.”
Sandro Pertini
"Non si risenta la gente per bene se non mi adatto a portar le catene."
Fabrizio De Andrè
La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza.
La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature.
Franklin Delano Roosevelt“Una delle nostre più grandi libertà sta nel modo in cui reagiamo alle cose”
Charlie Mackesy
Tempi felici, anche se rari, sono quelli in cui è lecito pensare ciò che si vuole ed esprimere ciò che si pensa.
Publio Cornelio Tacito
Ma cos'è libertà...
cos'è libertà di pensiero, libertà dell'individuo, libertà di un popolo? Ma la libertà esiste?
È bello svegliarsi e non farsi illusioni.
Ci si sente liberi e responsabili.
Una forza tremenda è in noi, la libertà.
Si può toccare l'innocenza.
Cesare Pavese
Io so questo: che chi pretende la libertà, poi non sa cosa farsene.
Pier Paolo Pasolini
La gente, efficacemente manipolata ed organizzata, è libera: ignoranza, impotenza ed eteronomia introiettata costituiscono il prezzo della sua libertà.
Herbert Marcuse da Eros e civiltà, Prefazione politica, 196
Aristotele
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei Ministri, intervenendo al Museo ebraico di Roma alla cerimonia di accensione della Chanukkià.
E Sparta e Atene rappresentano veramente l'idea di libertà di un popolo per il solo fatto di non essersi sottomesse all'imperiale giogo persiano o sono, esse stesse, giogo per altri e per il loro stesso popolo?
E si può chiamare Libertà lo spirito dell’Atene di Pericle, ove per ogni uomo libero c'erano quattordici uomini schiavi?
“Colui che tanto vi domina non ha che due occhi, due mani, un corpo, non ha niente di più dell’uomo meno importante dell’immenso ed infinito numero delle nostre città, se non la superiorità che gli attribuite per distruggervi. Da dove ha preso tanti occhi, con i quali vi spia, se non glieli offrite voi? Come può avere tante mani per colpirvi, se non le prende da voi? I piedi con cui calpesta le vostre città, da dove li ha presi, se non da voi? Come fa ad avere tanto potere su di voi, se non tramite voi stessi? Come oserebbe aggredirvi, se non avesse la vostra complicità? Cosa potrebbe farvi se non foste i ricettatori del ladrone che vi saccheggia, complici dell’assassino che vi uccide e traditori di voi stessi?”
Étienne de La Boétie (1530-1563), “Discorso sulla servitù volontaria”.
Étienne de La Boétie (1530-1563), “Discorso sulla servitù volontaria”.
In quest’opera (Discoro sulla servitù volontaria) il filosofo francese sostiene che gli uomini siano portati a ripudiare la libertà naturale e ad abbracciare la tirannide, sottomettendosi volontariamente al potere arbitrario del tiranno di turno. La Boétie scrive inoltre che “la causa prima della servitù volontaria è l’abitudine”, sottolineando l’importanza dei processi educativi e di condizionamento culturale. All’epoca in cui fu scritto, il saggio del filosofo francese circolò solo clandestinamente. Le tesi che vi erano esposte, valide per tutti i sistemi sociali e tutte le epoche, erano così all’avanguardia da essere riprese da altri filosofi solo dopo due secoli e mezzo. Oggi, nella società già digitalizzata che si avvia verso la soppressione dell’umano, fra le spire di un’invasiva megamacchina massmediatica che produce servi volontari in serie , il pensiero di La Boétie è da ritenersi profetico: la servitù di oggi è la stessa di sempre, è solo che sono cambiati i mezzi a disposizione del Potere. In un quadro che potrebbe apparire pessimista, La Boétie, con la consueta lucidità, offre una via d’uscita alla portata (ideale) di tutti: “Siate risoluti a non servire più, ed eccovi liberi”.
Sii mite coi miti, scaltro con gli scaltri, confidente con gli onesti, duro coi ruffiani, e impietoso con i bugiardi.
Ma in tutto questo, non trascurare mai la tua stessa dignità.
Ma in tutto questo, non trascurare mai la tua stessa dignità.
John Brown (1800*1859)... un attivista statunitense, fautore dell'abolizionismo. Sosteneva l'insurrezione armata come l'unico modo per eliminare la schiavitù. Ricordato come un eroe e un visionario da taluni, come un pazzo e un terrorista da altri...
Gli venne dedicata una canzone divenuta subito assai popolare "John Brown's Body", marcia e inno di battaglia informale delle truppe dell'Union Army durante la successiva guerra di secessione.
Non si chiede libertà, ma qualche apparenza di libertà. È per questi simulacri che l'uomo si agita tanto, da sempre. Del resto, se la libertà è, com'è stato detto, solo una sensazione, che differenza c'è tra essere e credersi libero?
Emil Cioran, Il funesto demiurgo
[voci da Roma nostra]
La Libbertà,
sicura e persuasa d’esse’ stata capita veramente,
una matina se n’uscì da casa ma se trovò con un fottìo de gente maligna,
dispettosa e ficcanasa che j’impedì d’annà’ libberamente.
E tutti je chiedeveno: "Che fai?" E tutti je chiedeveno: "Chi sei?"
Esci sola? a quest’ora? e come mai?…
"Io so’ la Libbertà!" rispose lei.
Per esse’ vostra ciò sudato assai e mò che je l’ho fatta spererei…
"Dunque potemo fa’ quer che ce pare…" fece allora un ometto:
e ner di’ questo volle attastalla in un particolare…
Però la Libbertà che vidde er gesto, scappò strillanno:
"Ancora nun è affare, se vede che so’ uscita troppo presto!"
Trilussa
La Libbertà,
sicura e persuasa d’esse’ stata capita veramente,
una matina se n’uscì da casa ma se trovò con un fottìo de gente maligna,
dispettosa e ficcanasa che j’impedì d’annà’ libberamente.
E tutti je chiedeveno: "Che fai?" E tutti je chiedeveno: "Chi sei?"
Esci sola? a quest’ora? e come mai?…
"Io so’ la Libbertà!" rispose lei.
Per esse’ vostra ciò sudato assai e mò che je l’ho fatta spererei…
"Dunque potemo fa’ quer che ce pare…" fece allora un ometto:
e ner di’ questo volle attastalla in un particolare…
Però la Libbertà che vidde er gesto, scappò strillanno:
"Ancora nun è affare, se vede che so’ uscita troppo presto!"
Trilussa
Lotta e sarai libero nella vita...
Sogna e sarai libero nello spirito.
Nathalie Cardone, 1999
“Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso.”
“La durezza di questi tempi non ci deve far perdere la tenerezza dei nostri cuori.”
Che Guevara
1928*1959
Étienne de La Boétie, “Discorso sulla servitù volontaria”.
In quest’opera l’autore sostiene che gli uomini siano portati a ripudiare la libertà naturale e ad abbracciare la tirannide, sottomettendosi volontariamente al potere arbitrario del tiranno di turno. La Boétie scrive inoltre che “la causa prima della servitù volontaria è l’abitudine”, sottolineando l’importanza dei processi educativi e di condizionamento culturale. All’epoca in cui fu scritto, il saggio del filosofo francese circolò solo clandestinamente. Le tesi che vi erano esposte, valide per tutti i sistemi sociali e tutte le epoche, erano così all’avanguardia da essere riprese da altri filosofi solo dopo due secoli e mezzo. Oggi, nella società già digitalizzata che si avvia verso la soppressione dell’umano, fra le spire di un’invasiva megamacchina massmediatica che produce servi volontari in serie , il pensiero di La Boétie è da ritenersi profetico: la servitù di oggi è la stessa di sempre, è solo che sono cambiati i mezzi a disposizione del Potere. In un quadro che potrebbe apparire pessimista, La Boétie, con la consueta lucidità, offre una via d’uscita alla portata (ideale) di tutti: “Siate risoluti a non servire più, ed eccovi liberi”.
Ai vecchi perché ricordino
ai giovani perché sappiano
quanto costi riconquistare
la libertà perduta.
Sandro Pertini.
ai giovani perché sappiano
quanto costi riconquistare
la libertà perduta.
Sandro Pertini.
La libertà non è mai definitiva,
ogni generazione deve conquistarsela.
Coretta Scott King

[la Primavera democratica cinese]
Il riferimento è sia alla "primavera dei popoli" del 1848, sia alla primavera di Praga del 1968, nella quale lo studente Jan Palach si diede fuoco.
Il 4 giugno 1989, a Pechino, tutto è stato gigantesco. La rivolta di giovani, intellettuali, operai e studenti in una delle piazze più grandi del mondo, Tienanmen; la reazione abnorme del governo cinese con i carri armati per le vie della capitale; il coraggio di un uomo che sembra invece piccolo piccolo in una delle foto più famose del mondo... È stato chiamato il Rivoltoso Sconosciuto, uno studente disarmato diventato il simbolo della Primavera democratica cinese. Ed è l'immagine che corrisponde, nel ricordo di tutti, a quel primo tentativo di chiedere più libertà al regime, anche se le proteste iniziate in aprile si intensificarono ancora di più quando Deng Xiaoping, l'allora capo del governo, proclamò la legge marziale. by Focus
Libero è colui che non deve né subire né dominare per essere qualcuno.
Fyodor Mikhailovich Dostoevsky
Ormai non ho molto da perdere,
e nulla da difendere.
Sarà questa la libertà?
Isabel Allende
travolge l'Iran nel 2009: una marea di giovani che chiedono maggiori libertà democratiche. Il simbolo fu Neda Agha-Soltan, una ragazza di 26 anni uccisa durante le manifestazioni. A innescare le proteste per le strade di Teheran furono i risultati delle elezioni, che confermavano il presidente uscente, Mahmoud Ahmadi-Nejad, nonostante i sondaggi della vigilia lo dessero per perdente. Questo provocò una reazione di massa (che non portò a nulla), con accuse di brogli al governo e con i manifestanti che si organizzavano via social network. by Focus
2009: nell'Onda Verde iraniana il punto di partenza di una nuova primavera, la primavera araba...
Il riferimento è ancora sia alla "primavera dei popoli" del 1848, sia alla primavera di Praga del 1968, nella quale lo studente Jan Palach si diede fuoco.
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Shaimaa el-Sabbagh |
Shaimaa el-Sabbagh, attivista di sinistra uccisa il 24 gennaio 2015 durante una protesta pacifica al Cairo in occasione del quarto anniversario della rivolta di piazza Tahrir, che portò alla destituzione del regime di Hosni Mubarak. 32 anni, attivista per i diritti dei lavoratori e la leader del Partito dell’alleanza popolare socialista ad Alessandria, è morta dopo essere stata colpita da tre proiettili sparati da una distanza di otto metri.
E i social network chiedono verità e giustizia per Daniela Carrasco, giovane artista di strada e manifestante cilena ritrovata impiccata domenica 20 ottobre 2019. “Daniela è stata violentata, torturata e impiccata perché simbolo delle proteste in Cile”, denuncia il coordinatore di "Ni Una Menos" e i social network si mobilitano per chiedere chiarezza sulla morte di Daniela Carrasco, la 36enne artista di strada e manifestante cilena ritrovata impiccata domenica 20 ottobre '19. “Quando l’odio diventa codardo se ne va mascherato in società e si fa chiamare ‘giustizia’”, recita una vignetta condivisa su Twitter e dedicata alla giovane uccisa durante gli scontri che scuotono il Cile.
16 settembre 2022... Mahsa Amini muore dopo alcuni giorni di coma in un ospedale di Teheran. Qualche giorno prima, la 22enne era stata arrestata dalla polizia morale per aver indossato male il suo hijab (il velo imposto dalla tradizione alle donne musulmane) in quanto troppo allentato.
E l’Onda Verde, dopo aver ispirato le primavere arabe, torna a lambire le rive dell’antica Persia. A scatenare la nuova sete si libertà è quanto accaduto alla 22enne curda Mahsa Amini, morta in seguito all'arresto da parte della polizia morale perché non portava il velo in modo corretto.
"Donne, vita, libertà"

Asra Panahi
Ottobre 2022.. da oltre un mese dalla morte di Amini, in varie scuole dell'Iran numerose studentesse di vari istituti si riuiscono filmandosi senza il velo o cantando slogan contro Khamenei... varie ragazze di una scuola di Ardabil, nel nord ovest dell'Iran, vengono ricoverate in ospedale a seguito di pestaggi dopo un raid da parte delle forze di sicurezza che costringevano le studentesse a intonare una lode dedicata alla Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei. Una di queste studentesse, Asra Panahi di 16 anni, è morta dopo il pestaggio per il rifiuto di cantare l'inno...
frame da "Vatanim Sensin" (Tu sei la mia patria), serie della tv turca...
Dal giorno della barbara uccisione della giovane curda di Saqqez, Jina Emini (Mahsa Amini), per mano della polizia morale, sono state centinaia le impiccagioni eseguite in Iran. La pena di morte è usata come strumento per intimidire e reprimere qualsiasi forma di dissenso. Al numero degli impiccati si somma quello delle centinaia di sparizioni, prevalentemente di attivisti e intellettuali di minoranze curde, beluci e baha’i.
Cosa dobbiamo fare”, si chiederanno forse le “ragazze iraniane” quando ricevono insulti e minacce perché non indossano il velo? Jina, Mahsa Amini, la ragazza curda che il 16 settembre 2022 è stata massacrata di botte e uccisa perché non indossava bene l’hijab, non aveva fatto in tempo a ribellarsi e a gridare, lo stanno facendo ora le sue coetanee denudandosi e dando parola al suo corpo con una rivoluzione a mani nude che sfida la violenza bruta di un regime che ha istituito l’apartheid di genere e che vuole ridurre al silenzio ogni oppositore, col terrore di torture e impiccagioni.L'ha fatto una giovane donna di Mashhad, di cui non conosciamo il nome dopo tre mesi che l'aveva fatto Ahou Daryaei, la “ragazza dell’Università” di Teheran. L'hanno fatto per rappresentare la vergogna dell’Iran, della Repubblica islamica che pratica l’apartheid di genere. Passeggiare nudi e scalzi tra la gente, davanti alle donne in nero della polizia morale, delle terribili squadre femminili della “Hijab ban”, o alle forze paramilitari basij armate di fucili e ballare liberamente per le strade al ritmo della musica occidentale, sono azioni di disobbedienza civile molto coraggiose, messe in atto con ferma determinazione e volontà di sfida ad uno dei regimi più orrifici del pianeta.
"L'universo è la mia casa..."la voce sommessa di questo mare infinito mi invoca e mi invita a vivere senza catene...la mia bandiera è un simbolo di libertà.
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Asra Panahi |
Ottobre 2022.. da oltre un mese dalla morte di Amini, in varie scuole dell'Iran numerose studentesse di vari istituti si riuiscono filmandosi senza il velo o cantando slogan contro Khamenei... varie ragazze di una scuola di Ardabil, nel nord ovest dell'Iran, vengono ricoverate in ospedale a seguito di pestaggi dopo un raid da parte delle forze di sicurezza che costringevano le studentesse a intonare una lode dedicata alla Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei. Una di queste studentesse, Asra Panahi di 16 anni, è morta dopo il pestaggio per il rifiuto di cantare l'inno...
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frame da "Vatanim Sensin" (Tu sei la mia patria), serie della tv turca... |
Dal giorno della barbara uccisione della giovane curda di Saqqez, Jina Emini (Mahsa Amini), per mano della polizia morale, sono state centinaia le impiccagioni eseguite in Iran. La pena di morte è usata come strumento per intimidire e reprimere qualsiasi forma di dissenso. Al numero degli impiccati si somma quello delle centinaia di sparizioni, prevalentemente di attivisti e intellettuali di minoranze curde, beluci e baha’i.
Cosa dobbiamo fare”, si chiederanno forse le “ragazze iraniane” quando ricevono insulti e minacce perché non indossano il velo? Jina, Mahsa Amini, la ragazza curda che il 16 settembre 2022 è stata massacrata di botte e uccisa perché non indossava bene l’hijab, non aveva fatto in tempo a ribellarsi e a gridare, lo stanno facendo ora le sue coetanee denudandosi e dando parola al suo corpo con una rivoluzione a mani nude che sfida la violenza bruta di un regime che ha istituito l’apartheid di genere e che vuole ridurre al silenzio ogni oppositore, col terrore di torture e impiccagioni.
L'ha fatto una giovane donna di Mashhad, di cui non conosciamo il nome dopo tre mesi che l'aveva fatto Ahou Daryaei, la “ragazza dell’Università” di Teheran. L'hanno fatto per rappresentare la vergogna dell’Iran, della Repubblica islamica che pratica l’apartheid di genere. Passeggiare nudi e scalzi tra la gente, davanti alle donne in nero della polizia morale, delle terribili squadre femminili della “Hijab ban”, o alle forze paramilitari basij armate di fucili e ballare liberamente per le strade al ritmo della musica occidentale, sono azioni di disobbedienza civile molto coraggiose, messe in atto con ferma determinazione e volontà di sfida ad uno dei regimi più orrifici del pianeta.
"L'universo è la mia casa..."

"Nel suo occhio c'è l'azzurro,
Nel suo braccio
Acciaio c'è,
Nero è il suo mantello,
Mentre il cuore bianco è.
Capitan Harlock!"
by Cannibali e Re