A quel tempo risale l'ibridazione tra i Neandersovani africani e l'erectus euroasiatico, da cui ne derivarono le specie Homo Neanderthalensis e Homo di Denisova, [primi rappresentanti dell'Homo Sapiens?]. Mentre i Denisoviani popolarono l'Asia, i Neanderthaliani popolarono un’area compresa tra l’Europa Occidentale e l’Asia minore... prima dell’arrivo dell’Homo Sapiens Sapiens, che più sapiens non si può, suo concorrente evolutivo e diretto progenitore dell’essere umano moderno. In seguito alla dispersione dei diversi gruppi di hominini, solo la nostra specie è sopravvissuta e nessuno ne conosce la ragione.
Teoria aliena...: 300mila anni fa, ammutinamento degli Anunnaki. Enki e Ninhursag creano l’Uomo, il “lavoratore primitivo”.
E, comunque, gli scienziati sono tutti d'accordo nel non sapere come dall'erectus si sia arrivati al sapiens... perché l'evoluzione ha richiesto tutta una serie di eventi così casuali così difficili così rari da poter essere quasi definiti impossibili in tempi brevissimi...
Portato alla luce da archeologi finanziati dallo Smithsonian, sono stati portati alla luce utensili in pietra sepolti sotto la cenere vulcanica, risalenti a un'età compresa tra 250.000 e 800.000 anni fa. Quando gli scienziati hanno pubblicato i loro risultati, carriere sono state distrutte, i manufatti sono scomparsi e uomini armati hanno presumibilmente interrotto gli scavi. Dalle ossa scomparse esposte allo Smithsonian, alla datazione con la serie dell'uranio, all'analisi delle diatomee e ai resoconti di testimoni oculari sulla repressione, questo caso mette in discussione tutto ciò che pensiamo di sapere sul popolamento delle Americhe. Gli esseri umani, o qualcosa di simile a noi, potrebbero essere stati in Messico molto prima che l'homo sapiens lasciasse presumibilmente l'Africa?
In oriente ci sono molti fossili umani diversi, ma non esiste una classificazione universale per questi fossili. Mentre i fossili europei che risalgono a un periodo compreso tra 300.000 e 50.000 anni fa sono classificati come Neanderthal, anche se hanno un alto grado di variabilità, i fossili asiatici di questo periodo non sono classificati come una singola specie, almeno fino ad ora. E un team di ricercatori ha dato un nome a una nuova specie umana vissuta tra i 300mila e i 100mila anni fa in Cina. La specie, nota come Homo juluensis, getta nuova luce sulle complessità dell'evoluzione umana. Il nome scientifico della specie si traduce in "Uomo dalla testa grande". L’Homo juluensis è considerata come intermedia tra gli ominidi più primitivi, come gli Homo erectus, e quelli più moderni, come gli Homo Sapiens.
Se i concetti della selezione naturale sono ben applicabili al mondo animale, quando si analizza il genere umano qualcosa non torna. Già Alfred Wallace, collaboratore di Darwin, sospettò un intervento esterno e dichiarò che “una qualche potenza intelligente ha guidato o determinato lo sviluppo dell’uomo”. Dopo più di un secolo e mezzo gli scienziati di tutto il mondo non sono ancora riusciti a dimostrare il contrario, fallendo nel tentativo di trovare l’anello mancante tra uomo e scimmia, e non riuscendo a spiegare la complessità di organi come il cervello.
Se infatti il 98% del patrimonio genetico è analogo tra uomo e scimpanzé, non è chiaro come solo il 2% possa aver influito così tanto nella diversità tra le due specie, aggiungendo valori molto vantaggiosi come il linguaggio, il cervello, la sessualità... i principi dell’evoluzionismo applicati alla razza umana non spiegano come sia stato possibile questo repentino miglioramento.
dieci anni dopo la pubblicazione della teoria dell'evoluzione afferma: "la teoria la riesco ad applicare a tutte le specie viventi tranne che per l'uomo, perché per l'uomo non funziona..."
Il vero rompicapo non è l'arretratezza dei nostri antenati ma il nostro stesso progresso: il genere umano avrebbe impiegato due milioni di anni per capire che gli utensili di pietra funzionano meglio se li si modella e li si affila... allora perché non ci sono voluti altri due milioni di anni per imparare ad usare altri materiali?
E, comunque, arrivarono le prime Ewah...
E sembrerebbe proprio che la totalità degli esseri umani moderni discendono da due popolazioni ancestrali risalenti a ca 300mila anni fa...
L'Homo sapiens ha condiviso il mondo con altre specie umane. Incontri dimenticati in indizi genetici e misteri irrisolti che ancora vivono dentro di noi.
Studi sul DNA farebbero supporre che la nostra specie abbia iniziato a distinguersi da quelle più arcaiche ca 300mila anni fa, e che la punta meridionale del continente sia stato uno dei luoghi chiave di questa differenziazione.
La guerra del fuoco.
E mentre le precedenti operazioni genetiche evolvevano separatamente sull'erectus già emigrato in Eurasia, altre e diverse operazioni genetiche sull'ergaster rimasto in Africa si sarebbero concluse con la famosa Eva mitocondriale ca 300mila anni fa?!?
La teoria dell'origine panafricana dell'homo sapiens...
Eva, la prima femmina umana alla quale, i genetisti, fanno risalire tutta l'attuale discendenza dell'umanità...
In base all'assunto che un individuo erediti i mitocondri solo dalla propria madre, questa scoperta implica che tutti gli esseri umani abbiano una linea di discendenza femminile derivante da una donna che i ricercatori hanno soprannominato Eva mitocondriale che la filogenia ci suggerisce sia vissuta in Africa.
Infatti, secondo la Teoria dell'Origine unica o Teoria della migrazione africana [la teoria dell'evoluzione più diffusa], coloro che tra gli Homo rimasero in Africa si evolsero nell'Homo sapiens. Successivamente migrarono verso l'Asia e l'Oceania con un secondo processo di migrazione, incontrando le specie già fuoriuscite precedentemente tra cui i Denisoviani in Asia orientale e i Neanderthaliani in Eurasia occidentale e in America, con i quali convissero per un determinato periodo prima di prenderne il posto.
[scontro finale]